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“L’ho seguito per 48 anni: farò di tutto per tornare a occuparmi di mio figlio”

Jacopo soffre di autismo, con gravi atti di autolesionismo. Dopo il servizio di ieri, abbiamo chiamato sua madre

“Non mi arrendo, voglio tornare a essere la curatrice di mio figlio Jacopo. Mi occupo di lui da 48 anni, da quando è nato”. Dopo che abbiamo raccontato in onda la storia di Jacopo, affetto da una forma di autismo che lo porta all’autolesionismo, oggi abbiamo sentito al telefono sua madre Vanna Spolveri, 78 anni, che ci ha raccontato come vanno le cose oggi.

Jacopo, prima era stato allontanato da Roberto, un operatore che lo aiutava nelle attività esterne, dal Centro dove si trovava. Poi, mentre la madre, temporaneamente inferma per una caduta, aveva lei stessa un amministratore di sostegno, Jacopo era stato affidato a un altro curatore che la sostituiva. Jacopo poi a dicembre è stato trasferito in un nuovo centro, senza nemmeno avvertire la madre.

“Per lui le cose vanno meglio, nell’altro centro non si trovava bene. Qui è seguito da un operatore molto bravo, anche se le crisi di autolesionismo non sono scomparse”, ci dice al telefono Vanna, che dopo la caduta si è ripresa anche se non cammina ancora benissimo. “Riesco a vederlo però solo una volta alla settimana per due-tre ore. Vorremmo stare insieme di più. Vorrei che potesse frequentare anche la Fondazione che abbiamo creato per lui con il mio marito al piano terreno della nostra casa, dove aiutiamo altre famiglie e altri ragazzi, in attesa di mio figlio”.

“Tra gli operatori della nostra Fondazione c’è ancora Roberto: vorrei che rivedesse Jacopo, che era molto migliorato quando lo seguiva e che ha sofferto moltissimo per la sua sparizione forzata. Per entrambi i centri Roberto non può vedere Jacopo per colpa delle protezioni di spugna che metteva a mio figlio per evitare che si facesse male durante le crisi: le considerano pericolose per la sua autonomia. Me l’hanno detto chiaramente: se mandi via Roberto, magari Jacopo potrebbe tornare alla Fondazione. E’ assurdo”.

“Ho passato la vita a occuparmi di lui”, conclude Vanna. “Quando si manifestarono i suoi primi sintomi, l’autismo era quasi sconosciuto: mi misi a studiarlo da sola, ordinando i libri da l’estero. E’ 48 anni che lo faccio, voglio tornare a essere la sua curatrice, a occuparmi di lui e farò di tutto per riuscirci”.

Guarda qui sotto il servizio di Nina Palmieri andato in onda ieri, domenica 11 marzo.

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